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Obesità negli adolescenti: le nuove direttive ISS tra percorsi di cura personalizzati e salute planetaria
L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato le nuove Linee guida sul sovrappeso e obesità negli adolescenti (12-18 anni) resistenti ai cambiamenti dello stile di vita. Il documento definisce un approccio multidisciplinare che integra supporto psicologico, farmaci e chirurgia nei casi complessi. Per la prima volta, le raccomandazioni valutano anche la sostenibilità economica per il sistema sanitario e l’impatto delle cure sulla salute planetaria.
Autore Flavia Prodam
Data di pubblicazione
credits © AdobeStock/UPO
La lotta contro l’obesità adolescenziale rappresenta oggi una complessa sfida di sanità pubblica, che necessita di una forte alleanza tra esperti scientifici, sistema educativo e istituzioni. In questo scenario, la professoressa Flavia Prodam – docente di Scienza dell’alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate presso il Dipartimento di Scienze della salute dell’Università del Piemonte Orientale e medico presso il Dipartimento di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara – ha avuto un ruolo di primo piano durante la stesura, come comitato tecnico scientifico, e la presentazione ufficiale delle nuove Linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), svoltasi a Roma il 16 settembre 2026. L’obiettivo di questo nuovo strumento è garantire una presa in carico multidisciplinare e continuativa, intervenendo precocemente per modificare la traiettoria di una patologia cronica recidivante prima che si consolidi definitivamente nell’età adulta.
Alla luce di questo nuovo documento condiviso abbiamo chiesto alla professoressa Prodam di raccontarci come potrebbe cambiare, in futuro, l’approccio a questa patologia.
di Flavia Prodam
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha recentemente pubblicato le nuove Linee guida sulla terapia del sovrappeso e dell’obesità resistenti al trattamento strutturato basato sulle modifiche dello stile di vita (dieta e attività fisica) negli adolescenti dai 12 ai 18 anni, per gestire i casi complessi che non rispondono alle sole modifiche dello stile di vita.
Le Linee guida sono un documento inter-societario, frutto di un lavoro ampio e condiviso, e sono state prodotte dall’Associazione Medici Endocrinologi (AME, ente capofila) insieme ad Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), Associazione Medici Diabetologi (AMD), Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Medici Ospedalieri Internisti (FADOI), Società Italiana di Endocrinologia (SIE), Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP), Società Italiana dell’Obesità (SIO) e Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (SISDCA).
Alla stesura del documento hanno collaborato anche l’Associazione Nazionale Infermieri in Endocrinologia e Diabetologia (ANIED), il Comitato Associazioni Pazienti Endocrini (CAPE), la Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle malattie metaboliche (SICOB), la Società Italiana di Farmacologia (SIF), la Società Italiana di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica (SIGENP), la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA), la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (SINUPE), la Società Italiana di Pediatria (SIP) e l’Associazione dei Pazienti con Obesità (Amici Oltre il Peso).
Nuove Linee guida ISS obesità adolescenti Flavia Prodam (quarta da destra) con altri componenti del CTS © UPO/Archivio di Ateneo
L’obesità in età evolutiva è un potente marker predittivo per la salute dell’adulto: circa il 55% dei bambini con obesità mantiene questa condizione da adolescente, e oltre il 70% degli adolescenti la trascina nell’età adulta. La sorveglianza di Okkio alla Salute, tra i bambini di 8-9 anni, dimostra che circa il 19% è in sovrappeso e il 10% presenta obesità, mentre il 2,6% è in condizione di obesità grave. Il sistema di sorveglianza Health Behaviour in School-aged Children (Hbsc), che segue la fascia adolescenziale (11, 13, 15 e 17 anni), conferma che il fenomeno non si esaurisce con l’infanzia, ma accompagna i ragazzi lungo tutto il percorso di crescita, con differenze territoriali significative che vedono le regioni meridionali e i contesti socioeconomici più svantaggiati maggiormente colpiti.
Questi numeri sull’obesità infantile e adolescenziale non sono semplici dati clinici; costituiscono una sfida di sanità pubblica che si vince investendo sulla crescita culturale e sul ruolo strategico del sistema educativo. La presentazione ufficiale delle nuove Linee guida presso l’ISS, lo scorso 16 settembre 2026 a Roma, rappresentano una prima risposta a questa sfida e hanno permesso di unire la visione degli esperti con quella delle istituzioni.
Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Rocco Bellantone ha descritto come fondamentale una crescita culturale sulla tematica attraverso il ruolo strategico da attribuire al sistema educativo. Secondo Alessio Nardini, che è titolare della Direzione generale dei corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema del Ministero della Salute, i dati sull’attività fisica in Italia non sono per nulla confortanti. Le strategie di prevenzione, fondate sulla promozione di una sana alimentazione, in primis la dieta mediterranea, sull’attività fisica regolare e sulla riduzione dei comportamenti sedentari, ha sottolineato da Marco Silano – direttore del Dipartimento Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’ISS –, rappresentano investimenti fondamentali per ridurre il carico futuro di diabete, malattie cardiovascolari, tumori e disabilità.
Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha descritto le nuove Linee guida come uno strumento di integrazione diretta con prevenzione e sostenibilità del sistema sanitario, rappresentando una risposta a un reale bisogno di salute. «In un’Italia che invecchia – ha detto Gemmato – intervenire precocemente modifica la traiettoria della malattia prima che questa si consolidi nell’età adulta, essendo l’obesità una patologia cronica recidivante. Ciò è essenziale in quanto l’obesità predispone a una serie di malattie croniche non trasmissibili che incidono sia sulla salute sia sulla spesa sanitaria.»
Nuove Linee guida ISS obesità adolescenti Al centro il Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato insieme ai vertici ISS © UPO/Archivio di Ateneo
Quando le modifiche dello stile di vita non ottengono i risultati sperati, la presa in carico deve prevedere un supporto specialistico continuativo, integrando l’assistenza dietetico-nutrizionale con quella psicologica e, dove indicato, interventi farmacologici, clinici strutturati o chirurgici.
Il target delle Linee guida, realizzate attraverso il sistema GRADE, sono gli adolescenti dai 12 ai 18 anni con un Indice di Massa Corporea (BMI) superiore al 95° percentile CDC o superiore a 30 kg/m² o BMI superiore all’85° percentile con complicanze/comorbilità isolate o associate correlate al peso. Il sistema GRADE parte dalle domande che i clinici affrontano nella pratica e ricerca nella letteratura le prove disponibili, valutandone efficacia e sicurezza ma anche il grado di fiducia che può essere attribuito ai risultati. Tiene conto, inoltre, di elementi quali valori dei pazienti, accettabilità, fattibilità, equità e risorse necessarie. Per affrontare la metodologia GRADE, il panel è stato supportato dal Laboratorio revisioni sistemiche e produzione linee guida dell’Istituto Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano. Per la prima volta gli esperti del panel, per indirizzare il corretto intervento nel paziente con sovrappeso o obesità in adolescenza, hanno definito che cosa si intenda con sovrappeso o obesità resistenti all’intervento sullo stile di vita, ovvero la mancanza di un calo del BMI z-score di almeno 0.2 punti dopo 6 mesi di dieta e attività fisica correttamente prescritti.
Le Linee guida, dopo la creazione di cinque quesiti relativi al sovrappeso e all’obesità adolescenziale resistente con e senza complicanze o comorbidità, hanno formulato quattro raccomandazioni. Quando le modifiche dello stile di vita non ottengono i risultati sperati, la presa in carico deve prevedere un supporto specialistico continuativo, integrando l’assistenza dietetico-nutrizionale con quella psicologica e, dove indicato, interventi farmacologici, clinici strutturati o chirurgici. Le nuove Linee guida definiscono, pertanto, un percorso di cura strutturato e basato sulle evidenze. Quando il trattamento comportamentale non è sufficiente, è necessario valutare il singolo paziente e garantire una presa in carico multidisciplinare, attraverso un percorso di cura appropriato e continuativo al fine di intervenire precocemente per modificare la traiettoria della malattia prima che questa si consolidi nell’età adulta.
Esiste un continuum di malattia e deve esistere anche un continuum di terapia: la presa in carico deve accompagnare il paziente nelle diverse fasi della vita, adattandosi all’evoluzione della condizione e alla risposta agli interventi fino all’età adulta.
Esiste un continuum di malattia e deve esistere anche un continuum di terapia: la presa in carico deve accompagnare il paziente nelle diverse fasi della vita, adattandosi all’evoluzione della condizione e alla risposta agli interventi fino all’età adulta. È importante sottolineare come l’obiettivo delle raccomandazioni non sia solo la riduzione del peso bensì la prevenzione o il ritardo delle complicanze, la modifica del rischio futuro e la valutazione degli eventuali esiti di danno, quando ritrovati in letteratura.
In dettaglio, il panel ha ritenuto di non avere dati sufficienti per poter formulare una raccomandazione relativamente alla dieta chetogenica. È stata però suggerita una raccomandazione a favore di un intervento strutturato multidisciplinare, un intervento con terapia farmacologica con agonisti del recettore del GLP-1 (liraglutide e semaglutide) e un intervento di chirurgia metabolica e bariatrica permanente. Le indicazioni sulla terapia farmacologica seguono il fallimento di un intervento strutturato e quelli di chirurgia riguardano adolescenti altamente selezionati e possono essere considerati quando gli interventi nutrizionali, psicologici, dietologici e farmacologici non abbiano garantito un adeguato calo ponderale e una remissione delle comorbilità. Gli interventi farmacologici o chirurgici devono essere sempre accompagnati dal mantenimento delle indicazioni allo stile di vita.
Il panel delle Linee guida ha poi indicato gli elementi di indirizzo per le buone pratiche cliniche: dagli aspetti organizzativi e gestionali, dalla diagnosi alla terapia e al follow-up, fino alla gestione degli eventuali eventi avversi e all’attenzione alla contraccezione, in particolare quando vengono proposti interventi farmacologici o chirurgici.
Il panel, inoltre, ha analizzato, grazie al supporto dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma), le implicazioni economiche relative alla Linea guida e ai LEA (livelli essenziali di assistenza). Sulla base dei costi ricavati dai diversi nomenclatori tariffari, è stata eseguita una stima del costo di gestione individuale dell’adolescente affetto da obesità nelle diverse fasi: inquadramento iniziale, percorso farmacologico (con i diversi momenti del follow-up) e percorso chirurgico con i diversi momenti (pre-operatorio, operatorio e follow-up, distinto secondo le tipologie senza complicanze, oppure con complicanze acute o croniche). L’analisi condotta ha permesso di stimare, per la prima volta in Italia, i costi diretti e indiretti legati alla gestione dell’obesità in età pediatrico-adolescenziale in assenza e in presenza di complicanze, fornendo un quadro dettagliato dei principali determinanti di spesa. Si è, inoltre, valutata l’equità e la sostenibilità degli interventi raccomandati.
La sede dell'Istituto Superiore di Sanità a Roma La sede dell'Istituto Superiore di Sanità a Roma © Carlo Dani
Un ulteriore aspetto innovativo di questo documento è dato dal fatto che per la prima volta, in Italia, sia stato inserito nelle Linee guida un ulteriore dominio riguardante la salute planetaria, per valutare se questo possa modificare la forza o la direzione delle raccomandazioni. Infatti, ogni azione deve essere pienamente consapevole, in un contesto in cui il progresso tecnologico e terapeutico si associa a conseguenze inevitabili come acidificazione delle acque, riduzione delle foreste, cambiamento climatico e inquinamento. Tale analisi è stata eseguita con il supporto del RISE-Health, Department of Community Medicine, Information and Health Decision Sciences della Faculty of Medicine dell’Università di Porto. È importante sottolineare che le evidenze recuperate dal panel e dagli esperti di salute planetaria derivavano da studi condotti su popolazioni adulte e ciò introduce una indirecteness – ossia un elemento che rende i dati non del tutto diretti rispetto all’oggetto complessivo dell’analisi –, che il panel ha preso in considerazione nel formulare i giudizi sulla salute planetaria per ciascun quesito di ricerca (PICO). Queste evidenze sono state inserite nel criterio denominato “Impatto sui limiti planetari”.
Il beneficio atteso da queste Linee guida consiste nel miglioramento della qualità e nell’omogeneizzazione delle cure su tutto il territorio nazionale. L’auspicio degli esperti è di passare a un ambito operativo e per farlo sarà necessario in primis il coinvolgimento delle istituzioni, in modo che il contenuto possa trovare una traduzione concreta anche sul piano normativo. L’efficacia attesa non si limiterà alla prescrizione dei farmaci, ma anche alla possibilità di facilitare l’accesso all’attività fisica e ai percorsi dietetico-nutrizionali strutturati. La sfida, ora, sarà educare e sensibilizzare gli operatori sanitari e trasformare le raccomandazioni scientifiche in percorsi concretamente accessibili agli adolescenti e alle loro famiglie, sostenibili ed equi.
Le Linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità sulla Terapia del sovrappeso e dell’obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti (12-18 anni) sono consultabili sul sito Web dell’ISS. Sono anche in via di pubblicazione sulla rivista scientifica di settore L’Endocrinologo, attraverso una versione ridotta in italiano, e in versione inglese sul Journal of Endocrinology Investigation.
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- Endocrinologia
Ultima modifica 23 Settembre 2026
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