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L’invasione silenziosa delle libellule migranti: lo spettacolo naturale che attraversa il Nord Italia

Sciami di libellule hanno sorpreso Piemonte e Lombardia occidentale in questa calda estate. Non si tratta di un fenomeno nuovo, ma del passaggio dell’Imperatore migrante (Anax ephippiger), una specie di libellula che compie incredibili spostamenti intercontinentali. Questi insetti, nati in Europa da genitori arrivati dall’Africa, attraversano le Alpi seguendo rotte simili a quelle dei rapaci. Un viaggio affascinante che unisce storia naturale, ricerca scientifica e Citizen Science. Ne abbiamo parlato con il ricercatore e zoologo del Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica Giacomo Assandri.

Data di pubblicazione

Anax ephippiger
L'invasione silenziosa

credits © Gabriella Lucero

In questo finale di estate 2025 molte persone in Piemonte e Lombardia occidentale stanno segnalando, in particolare sui social, dei grandi sciami di libellule. L’area interessata va da Varese alla Liguria, ma è soprattutto il settore pedemontano tra Torino e le Valli Cuneesi ad essere interessato dal fenomeno. Generalmente gli sciami sono segnalati verso sera e sembra che si muovano mantenendo una direzione costante, verso sud. Abbiamo chiesto al ricercatore Giacomo Assandri, che insegna Zoologia al Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale, di spiegarci meglio questo fenomeno naturale.

 

Dottor Assandri, quelle che vediamo in cielo sono davvero libellule o si tratta di altri insetti?

Sì, sono libellule e appartengono alla specie Anax ephippiger (Imperatore migrante in italiano). È una libellula di medio-grandi dimensioni (6-7 cm) appartenente alla famiglia degli Aeshnidae. È caratterizzata da un corpo slanciato e robusto, di colore bruno-giallastro. Il maschio ha una vistosa macchia azzurra “a sella” all’inizio dell’addome. Le ali, trasparenti, hanno una caratteristica macchia ambrata. Il nome suggerisce correttamente l’adattamento di questa specie alla migrazione.

 

Si tratta di un fenomeno inedito o ci sono state altre “invasioni” di questo tipo in passato?

Devo dire che in questa parte d’Italia contingenti migratori di questa specie si osservano ogni anno, ma solo in alcuni anni la migrazione è evidente come quest’anno. L’ultimo grande evento di migrazione massiva nella nostra regione è stato quello del 2019. Ciò che è interessante è che non sono fenomeni nuovi, come qualcuno suggerisce, ma furono riportati addirittura a metà Ottocento da Vittore Ghiliani, entomologo del Regio Museo di Scienze Naturali di Torino, che scrisse ben tre lavori su questa specie tra 1867 e 1874, descrivendo le migrazioni con queste parole: “Torme innumerabili di insetti appartenenti al genere Anax percorsero il paese divise in varie legioni e viaggianti per lo più di sera.”

Quest’anno l’entità del fenomeno pare davvero ragguardevole, ed è un qualcosa di particolare se pensiamo che normalmente le migrazioni animali sono associate agli uccelli o ai grandi erbivori in Africa. In realtà queste libellule ci ricordano che la migrazione è comunissima anche nel mondo degli insetti: ogni anno miliardi di insetti appartenenti a moltissime specie compiono migrazioni sulla Terra. Certamente quelle delle libellule sono tra le più appariscenti e quelle che avvengono su lunga distanza se si prendono in considerazione gli invertebrati.

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“Torme innumerabili di insetti appartenenti al genere Anax percorsero il paese divise in varie legioni e viaggianti per lo più di sera.” 

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Anax ephippiger

Anax ephippiger Anax ephippiger © UPO/Archivio di Ateneo

Questi sciami arrivano dall’Africa o nascono in Italia?

Spesso si legge sui social e sui giornali che questi grandi sciami siano di origine africana. In verità la migrazione di questa specie è per certi versi ancora un mistero, ma quello che è certo è che i grandi sciami che si osservano in nord Italia in estate sono formati da individui immaturi (di pochi giorni o al massimo poche settimane di vita) e che quindi sono nati su suolo europeo.

Nello specifico questi giovani Anax sono la progenie di individui arrivati dall’Africa, in particolare dall’Africa subsahariana, ma non in estate, bensì in primavera (tra marzo e maggio), che si sono poi accoppiati sul nostro territorio e hanno deposto le loro uova. In questi ambienti la larva completa il suo ciclo in un tempo rapidissimo (anche solo 120 giorni) e da queste larve si sviluppano i soggetti protagonisti delle invasioni estive.

 

Quale percorso seguono e dove sono dirette?

Circa la direzione degli sciami estivi che attraversano il nord Italia è evidente una direttrice che punta verso Sud-Ovest. Effettivamente ormai sappiamo che questi sciami attraversano le Alpi usando i passi delle vallate del Cuneese, come la Valle Po o la Valle Stura di Demonte. Lo stesso fanno gli uccelli rapaci migratori diretti verso Gibilterra. In questi giorni i “nostri Anax” sono osservati in numeri importanti anche nel sud della Francia. Non è ben chiaro cosa succeda dopo.

 

Perché l’invasione si concentra soprattutto nel Nord-Ovest italiano?

Anche su questo non abbiamo ancora dati certi, tuttavia un’ipotesi è che le risaie del Vercellese, Novarese e Pavese rappresentino uno dei principali bacini riproduttivi per questa specie in Italia. Di fatto questo distretto risicolo è costituito da centinaia di chilometri quadrati con le caratteristiche ambientali apprezzate dalla specie (acqua bassa e calda).

È anche possibile che il Piemonte rappresenti una sorta di “bacino di accumulo” di tutti gli Anax che nascono nella pianura padana e che quindi qui gli sciami si formino e siano quindi più evidenti.

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Risaie piemontesi

Risaie piemontesi Risaie piemontesi © WikimediaCommons

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[...] un’ipotesi è che le risaie del Vercellese, Novarese e Pavese rappresentino uno dei principali bacini riproduttivi per questa specie in Italia.

Il cambiamento climatico può spiegare questo fenomeno?

Quando si parla di queste invasioni di insetti si tirano spesso in ballo le ondate di calore e il cambiamento climatico. Ad oggi però non abbiamo chiare evidenze che questa relazione sia confermata. Quello che è probabile è che il cambiamento climatico abbia reso il nostro paese più adatto alla riproduzione di questa specie tipica di climi caldi. Le osservazioni di Ghiliani di fine ’800 però ci confermano che la migrazione di Anax ephippiger attraverso il Piemonte non è di certo un fatto nuovo.

 

Quindi un fenomeno conosciuto e “indolore” per l’uomo...

Nessuna libellula è pericolosa o nemmeno fastidiosa per l’uomo, tanto meno Anax ephippiger. Tutte le libellule sono carnivore e predatrici, ma si nutrono quasi esclusivamente di piccoli insetti volatori, come ad esempio mosche e zanzare. Questi sciami che attraversano il nostro territorio non saranno la soluzione alla zanzara tigre, ma sicuramente possono incidere, anche se per un tempo limitato, su questi e altri fastidiosi insetti.

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Studiare i movimenti di un animale che pesa meno di un grammo è molto complesso.

Quali ricerche scientifiche sono in corso su questo fenomeno?

Da alcuni anni la migrazione di questa specie è oggetto di una ricerca che porto avanti con colleghi europei e con il supporto in Italia dell’associazione Odonata.it. Studiare i movimenti di un animale che pesa meno di un grammo è molto complesso. Non possono essere dotati di trasmettitori GPS, come ad esempio molte specie di uccelli.

Esistono quindi due strade:

• tracciare i movimenti utilizzando reti di osservatori amatoriali o anche di semplici cittadini che hanno la possibilità di documentare fotograficamente o con video questi sciami, il cosiddetto approccio della Citizen Science. Tali osservazioni sono fornite ai ricercatori tramite portali web di citizen science, come www.ornitho.it oppure www.inaturalist.org, e possono fornire informazioni davvero utili, tracciando le migrazioni in tempo quasi reale.

• utilizzare la tecnica degli isotopi stabili. L’analisi chimica dei rapporti di concentrazione di alcuni isotopi stabili (varianti chimiche di uno stesso elemento, ad esempio il deuterio nel caso dell’idrogeno) all’interno di tessuti organici (come ad esempio le ali di una libellula) può permettere di risalire all’origine geografica di massima dell’animale a cui appartiene il tessuto.

Al momento questa analisi è in corso su circa 50 campioni raccolti durante le invasioni del passato, in collaborazione con una ricercatrice dell’Università di Exeter.

    Ultima modifica 30 Agosto 2025

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